storia dell'olio

Storia dell’olio e dell’ulivo

L’ulivo è una pianta che è sempre stata presente nella vita dell’uomo. Nelle caverne abitate 40.000 anni fa intorno al Mediterraneo si trovano già noccioli d’oliva. La domesticazione dell’ulivo è avvenuta, come per le altre specie vegetali e animali, nell’era della mezzaluna fertile che ha visto per prima la nascita dell’agricoltura e dell’allevamento alla fine dell’ultima glaciazione diecimila anni fa.

Era preziosissimo l’olio, facile da conservare e trasportare. Per gli egizi serviva per la mummificazione, la consacrazione dei re, in medicina ecc. Ma è nella Grecia classica che inizia l’età d’oro dell’olio con i suoi miti (sopratutto Atena). In tutta la Grecia l’olio era considerato il più importante prodotto agricolo. Ma scarso ne era l’uso alimentare, era centrale per l’illuminazione e per la cura e pulizia del corpo. Durante i secoli i Greci portano ulivi e olio nelle colonie della Magna Grecia sulle coste del Mediterraneo. Fino a quando non arrivano i Romani che scoprono il delicato sapore dell’olio e ne fanno una fonte di calorie e grassi fondamentali nella loro alimentazione e sono i primi a fare questa decisa scelta alimentare sull’olio. Nel giro di 5 secoli, con l’estendersi dell’impero romano, si espande anche la cultura alimentare dell’olio. Importante anche l’attività di ricerca della qualità! Non c’era villa senza uliveto e frantoio. Le olive dovevano essere presi verdi e subito frante. Addirittura i consigli dei grandi scrittori romani nella produzione dell’olio sarebbero ancora oggi di grande attualità.

Dopo un lungo periodo di guerre, freddo e carestie si dovrà attendere l’anno Mille per assistere ad una nuova espansione di vite e olivo. Nel Rinascimento l’olio del Sud ritrova tutta la sua importanza per l’illuminazione e l’industria. Di fronte alla pressante richiesta di olio lampante la Puglia si trasforma in un grande uliveto.

Con il 1800 e la rivoluzione industriale l’olio cede il posto al petrolio, perdendo l’importanza del suo uso in ambito industriale. Ma la maggior parte dell’olio lampante trova la via della raffinazione. E’ in questo periodo che gli emigranti italiani insegnano l’uso dell’olio d’oliva per l’alimentazione in Usa, Australia e Nuova Zelanda.

Fino al 1986 l’Italia era l’unico produttore di Olio nella Comunità dei 6 ed il massimo produttore mondiale. La Puglia con la sua produzione bastava a mantenere questo record. Poi, con l’ingresso della Spagna nella CEE e suoi piani quinquennali di sviluppo degli uliveti, la Puglia perde il record.

 

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